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11 marzo 1989 – A Scordia viene ucciso dalla mafia l’imprenditore Nicola D’Antrassi di 60 anni, uomo stimato dall’intera città impegnato nella lavorazione e il commercio della frutta in genere oltre alle arance. PDF Stampa E-mail

11 marzo 1989 – A Scordia viene ucciso dalla mafia l’imprenditore Nicola D’Antrassi di 60 anni, uomo stimato dall’intera città impegnato nella lavorazione e il commercio della frutta in genere oltre alle arance. La notizia  dell’esecuzione mafiosa, avvenuta a tarda sera, giunge nelle redazioni dei giornali quando il suo corpo era già stato rimosso dall’asfalto dov’era stato freddato da tre colpi di pistola alla testa. A dispetto dei mafiosi che  in lui avevano trovato resistenza, Nicola D’Antrassi, diventerà un simbolo per la società civile che avversaria delle mafie. Proprio come nel caso di Libero Grassi, un altro imprenditore ucciso a Palermo. Ancora oggi Scordia ricorda, celebrandolo, “l’avvocato D’Antrassi” che non essendo neanche scordiense seppe per primo dare un segnale alla mafia del pizzo che allora veniva normalmente accettata dagli imprenditori di quel territorio controllato dai clan. I dettagli dell’eliminazione dell’imprenditore D’Antrassi venivano forniti  da Gregorio Valvo tempestivamente e “a braccio”,  nel Tg di Video Triangolo. La notizia, su quello che dopo doveva rivelarsi un evento delittuoso rilevante, veniva particolarmente contenuta dagli organi inquirenti che al tempo, in quella zona agrumicola, affrontavano settimanalmente decine di azioni mafiose.    

 
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